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a cura di NBFI asd

Fare parte del mondo del bodybuilding e del figure naturale richiede un livello di esperienza molto superiore a quello necessario in altri sport. Non solo bisogna procurarsi un personal trainer o prendere lezioni da un mentore in palestra, ma è necessario farsi aiutare da esperti eccellenti per le esigenze nutrizionali. Leggere le riviste ormai non è più sufficiente e navigare su internet è obbligatorio per la formazione… almeno fino a un certo punto, perché il problema di internet è che, intenzionalmente o meno, contiene quantità massicce di informazioni errate.

A ogni modo, anche con tutti gli allenatori, i nutrizionisti e gli istruttori per le pose a nostra disposizione, l’introduzione di una dose considerevole di scienza nell’industria dell’alimentazione ci ha obbligati ad assumerci una nuova responsabilità: fare ricerche sugli integratori. Nella NBFI, è compito di ciascun atleta fare ricerche sui propri integratori (specialmente se acquistati all’estero e da ditte che non possono essere ben controllate in Italia),  prima di assumerli e, con tutti i termini chimici e le allusioni presenti nelle pubblicità è semplice essere imbrogliati e non superare un’analisi delle urine per pura ingenuità. È, quindi, necessario informarsi e conoscere molto bene il settore. Questa responsabilità è solo vostra: comunque, come ho detto in altre occasioni, se un integratore “anabolizzante legale” sembra troppo bello per essere vero, probabilmente è proprio così.

TUTTA LA VERITÀ SUI CONTROLLI ANTI-DOPING NBFILe varie federazioni della e associazioni Natural INBA/PNBA e in Italia la NBFI aderiscono alla lista di sostanze vietate più rigorosa fra quelle accettate da qualsiasi altra federazione sportiva del mondo, e non dico per dire: questa lista comprende tutti i composti pro-ormonali, tutti gli steroidi, gli ormoni della crescita, i diuretici da prescrizione, gli agenti di mascheramento, il clenbuterolo, l’efedra e molti altri.

Questa è la lista delle sostanze VIETATE dalla WADA – a cui la Asd NBFI aderisce – per il 2020: CLICCA

     Tuttavia, anche quando gli atleti si sono assunti la responsabilità di quello che ingeriscono, è sempre compito della federazione tenere fede ai propri standard, e questo è possibile solo con i test anti-doping in competizione e a sorpresa, fuori dalle competizioni.

In ogni gara NBFI, ciascun atleta scelto deve fornire un campione di urina; il test è richiesto automaticamente a chi vince la competizione. Inoltre, prima dell’inizio della gara, tutti gli atleti devono firmare una dichiarazione dove affermano di non assumere farmaci o sostanze dopanti da oltre 10 anni. Vengono sottoposti inoltre ad un esame visivo da parte dei dottori della Global Quality Sports per verificare eventuali segni di uso di doping.

La NBFI tramite la GQS ha adottato la politica delle analisi delle urine per tutti gli atleti classificati nelle prime posizioni in tutte le gare; precedentemente, in tutte le gare ciascun atleta doveva sottoporsi a questo esame. Il cambiamento è seguito all’espansione del programma periodico di analisi nella stagione non-agonistica, iniziato nel 2009. Per questi esami, la NBFI continua a servirsi della Global Quality Sports, sua partner che si occupa da lungo tempo delle analisi delle urine tramite laboratorio CERTIFICATO WADA. Questo significa che, con 30 minuti di preavviso, in qualsiasi momento dell’anno ogni atleta NBFI può ricevere la richiesta di un’analisi a sorpresa: a casa dell’atleta, che deve mettersi a disposizione e collaborare con gli addetti ufficiali per il prelievo delle urine, altrimenti è immediatamente squalificato per 10 anni.

In totale, dall’inizio delle operazioni nel 2009, per le analisi delle urine e i test del poligrafo (che abbiamo fatto fare fino al 2018)  la Asd Natural bodybuilding e Fitness Italia – NBFI – ha speso quasi 80.000€ per i test anti-doping!

Per le analisi delle urine, la NBFI, la INBA GLOBAL EU e la INBA GLOBAL/PNBA U.S.A. si servono di personale certificato e di laboratori ACCREDITATI WADA.

A volte naturalmente accade che l’accuratezza degli esami della NBFI sia messa in discussione, e questa è una cosa normale; ovviamente, data l’enfasi posta sull’assenza di farmaci, è necessario che i protocolli di analisi siano il più accurati possibile.

Ci è stato chiesto cosa accade alle copie dei risultati degli esami e chi le conserva.

L’esame delle urine è un po’ diverso, perché richiede la raccolta di un campione, l’applicazione del sigillo con tappo a cremagliera anti violazione al recipiente da parte del soggetto, la compilazione dei moduli e, infine, la consegna dell’analisi al laboratorio WADA da parte del personale addetto della GQS che garantisce la catena di custodia dei campioni prelevati.

I risultati sono conservati dalla NBFI, che ha richiesto quegli esami. Gli atleti conoscono il risultato dell’esame solo se non lo superano, quindi dovrebbero essere felici di non saperne più niente!

Chi cerca di imbrogliare ed è scoperto non ha diritto ad alcun appello: è espulso dalla federazione, deve rinunciare alla sua posizione in classifica e al premio (se presente) e può solo ottenere un secondo esame con campione di urine B… (a proprie spese) che gli fornisce una possibilità minima di riabilitazione (se il test è negativo). Comunque, anche nel caso improbabile di un secondo risultato diverso dal primo, deve rinunciare alla sua posizione in classifica nella gara e ricominciare dall’inizio. Inoltre verrà inserito (a proprie spese) nel protocollo chiamato Passaporto Biologico.

E i farmaci prescritti dal medico? Beh, se l’atleta per qualche ragione assume testosterone o GH (anche se gli è stato ordinato dal medico perché ha valori ormonali bassi), non può gareggiare nella NBFI, nella INBA o nella PNBA: non stiamo dicendo che, in qualche modo, non sia “naturale”, ma per gli anabolizzanti vietati universalmente non si ammettono eccezioni. Un’eccezione è l’insulina, solo se usata da chi soffre di diabete di tipo-1 (insulina-dipendente): si tratta di una malattia possibilmente fatale di cui l’insulina è l’unica cura, quindi i diabetici non sono penalizzati. D’altra parte, condizioni come livelli di testosterone bassi o persino la menopausa nelle donne non sono considerati “possibilmente fatali”, quindi un conseguente uso eccezionale di ormoni non è ammesso.
Inoltre, in caso di assunzione di farmaci o integratori rilevati dagli esami delle urine, i risultati dei test sono comunque accettati: come è affermato chiaramente nell’elenco delle sostanze vietate, è parte integrante delle regole.

Vi sembra troppo severo? Io spero che lo sia; dopotutto, se si iniziasse a fare eccezioni sulla base di ricette o questioni mediche, le eccezioni diventerebbero la regola. Molto presto, tutti potrebbero usare un farmaco o l’altro e avrebbero comunque il permesso di gareggiare, e tutto questo dove porterebbe l’atleta davvero naturale che va avanti solo con l’impegno dell’allenamento, l’alimentazione, gli aminoacidi e l’aerobica? Lasciando da parte tutti i protocolli di analisi, le federazioni coinvolte hanno anche la responsabilità di educare i propri membri sulle sostanze da evitare per mantenersi naturali. In quanto “esperto” interno del gruppo NBFI, rispondiamo a una dozzina (o anche più) di e-mail a settimana che mi chiedono la legalità di vari integratori. Ebbene io non sono un dottore; il tempo da cui sono nel settore (nel 1988 ho iniziato a collaborare per stabilire le regole in associazioni Natural Italia) mi ha, però, insegnato molto su questo argomento. Inoltre, ho contatti con molti dottori e persone nell’ambiente medico, fra cui il dott. Mauro Di Pasquale, consulente del C.I.O. per i protocolli anti doping –  che fin dal 1990 mi ha aiutato a comprendere l’elenco iniziale delle sostanze vietate e i metodi di analisi nello sport.

   Per noi è importante Educare gli atleti a fare le scelte giuste per quanto riguarda gli integratori è importante quanto avvisarli dei pericoli degli steroidi anabolizzanti e del GH per il bodybuilding (e anche offrire loro un’alternativa alle gare senza controllo anti-doping).

I controlli non dovrebbero essere di natura punitiva, ma dovrebbero rappresentare la linea di demarcazione che stabilisce l’idoneità.

Nel vero bodybuilding naturale, in definitiva voi avete una responsabilità con voi stessi.

Tutti gli atleti naturali si spingono al limite come quelli che fanno uso di farmaci, con un’unica differenza sostanziale: noi poniamo dei limiti a quello che assumiamo.

Se siete abili, riuscirete a raggiungere l’eccellenza mantenendovi naturali, senza per questo vendere l’anima al diavolo.

Quindi, siate abili e aderite alla/e federazione/i associazioni, come la asd NBFI con esperienza maggiore e che praticano i test da più tempo.

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 Dal 2019 la NBFI asd è passata a test molto più accurati (non controlla solo il panel steroidi e diuretici – circa 60 sostanze – ma tutto il panel delle sostanze dopanti, quasi 250 sostanze in test) e fa prelevare i campioni, non da membri della Associazione Sportiva stessa con provetta singola non sigillata ermeticamente e fatti prelevare da personale non certificato, come facevamo anche noi erroneamente, e come fanno ancora oggi in questa neo nata associazione; ma la Asd NBFI fa prelevare le urine in doppia provetta, sigillate ermeticamente, da personale autorizzato WADA ADAMS (per l’esattezza da membri della General Quality Sport i quali sono stati gli addetti ai prelievi anche nelle ultime due olimpiadi) non facente parte della Asd NBFI.
Questo è il link per vedere le referenze: CLICCA

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Inoltre vengono analizzati in laboratori certificati WADA in Germania e non nel nostro paese, questo per evitare ogni possibilità di contaminazione delle provette.

Dal 2019 abbiamo cessato di fare il test con la MACCHINA DELLA VERITA’, perché?


Perché in seminari e meeting ai quali abbiamo partecipato in Europa, sul controllo anti doping sportivo, abbiamo compreso che fare il test della macchina della verità è “pericoloso” per i seguenti motivi:
1) per la durata del test:
il test che facevano gli specialisti della WNBF USA durava da 20 a 30 minuti al massimo, invece il test fatto in USA , dove la Macchina della Verità viene usata per interrogare persone legalmente accusate, dura da 90 a 120 minuti.
2) per lo stato d’animo della persona testata:
la persona ansiosa rischia di non superare il test anche se innocente, oppure la persona dopata, che ha fatto autocontrollo e altre tecniche per superare il test, passa il test.

Quindi questa inattendibilità porta ad errori del 10-15%!
Questo non è poco considerato che peserà sulla reputazione dell’atleta testato!

Inoltre la macchina della verità NON E’ LEGALMENTE ATTENDIBILE in Italia e in molti paesi EU.

Ci hanno parlato di esperienze negative, in alcune associazioni di Natural bodybuilding in Europa, quando un atleta testato e rilevato positivo alla macchina della verità al test delle urine risultava negativo.
Questo paradosso non è mai stato giustificato da chi faceva il test della macchina della verità e dove si sono aperte denunce contro la federazione, l’atleta ha vinto la causa a scapito della federazione che aveva fatto effettuare il test della macchina della verità.
Questo è un link della rivista autorevole THE GUARDIAN dove parlano proprio di questo problema di attendibilità: CLICCA

Saluti Sportivi
Sandro Ciccarelli
Asd NBFI
PRESIDENTE e LEGALE RAPPRESENTATE
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