Dal tavolo della giuria NBFI: Una visione diversa

Dal tavolo della giuria NBFI: Una visione diversa

Di Sauro Ciccarelli – Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy

Carissimi appassionati, mi è venuto in mente di scrivere questo breve articolo perché ricevo continue richieste e considerazioni da parte vostra dopo ogni gara e nel corso dell’anno sulla pagina Instagram di NBFI quando facciamo le “Domande e Risposte”.

Quindi vorrei presentarmi brevemente e parlarvi di un punto di vista insolito che riguarda l’altra parte del palco di gara: il tavolo della giuria NBFI.

Sono stato uno dei soci fondatori della NBFI nel 2008, e sono molto orgoglioso di questo. E’ un onore per me essere il Vice Presidente NBFI, ogni anno mi impegno costantemente a promuovere il natural bodybuilding e a trasmettere a tutti la mia stessa passione per questo sport, che è un vero e proprio stile di vita.

Fin dal 1° Campionato Nazionale NBFI organizzato nel 2009, unica gara di quell’anno, sono sempre stato in giuria, negli anni successivi, sia nei Grand Prix di qualifica che nei successivi Campionati Nazionali NBFI, ottenendo poi la qualifica anche di internazionale nel 2020.

Quest’anno è il 15° anno di gare per la NBFI, e posso dire che la quantità di atleti ed il livello generale è sempre andato a migliorare.

Nel corso di questi anni ho valutato migliaia di atleti (amatori e professionisti) e di anno in anno la domanda che mi viene fatta più spesso è: “Come devo essere, secondo te, per essere competitivo in quella determinata gara?”

La risposta è sempre la stessa: “Dipende da chi trovi sul palco accanto a te e da quali giudici troverai”.

Ogni gara è una storia a sé, non c’è niente di sicuro in questo sport, ci sono mille sfaccettature, tutto può succedere.

Il punto di vista di ogni giudice si basa sulla sua esperienza personale e dipende molto dal paese da cui proviene: la cultura fisica è una vera e propria “cultura”. Il punto di vista italiano (io lo chiamo “parametro italiano”), ad esempio, non sarà mai uguale ad un punto di vista americano, inglese o tedesco, ecco quindi perché in ogni gara, soprattutto all’estero, il risultato può anche essere totalmente invertito rispetto ad una gara effettuata in Italia.

Uno dei pensieri che più mi ha colpito, riguardante proprio il punto di vista, è quello di Frank Zane, che secondo me rispecchia proprio ciò che voglio far passare come messaggio, ed è riportato nel libro “31 Giorni per un posing spettacolare”:

“Ho sempre considerato il bodybuilding più un’arte performativa che uno sport.

A mio avviso, uno sport ha degli standard oggettivi per selezionare il vincitore. Chi corre più veloce, chi solleva più peso, chi ha la forma migliore (come nella ginnastica artistica – e già qui c’è una certa soggettività) è il vincitore.

Non così nel bodybuilding: il verdetto dei giudici è soggettivo – una questione di gusti, un giudizio di valore – e anche se un occhio esperto è in grado di riconoscere chi dovrebbe vincere, la vittoria, in ultima analisi, non è che il risultato di un’opinione personale. “

Adesso vorrei farvi capire come funziona, in pratica, il lavoro nel tavolo della giuria.

La valutazione generale si basa su quattro criteri: la simmetria, la condizione, la muscolosità ed il posing. Nella valutazione, tutti questi requisiti sono necessari per l’assegnazione dei piazzamenti e tutti insieme sono il risultato del voto finale.

I quarti di giro permettono ai giudici di osservare l’equilibrio fra la parte inferiore e quella superiore del corpo, fra il lato destro e quello sinistro e fra la parte frontale e quella posteriore, oltre a farsi un’idea globale del fisico degli atleti.

In questa fase, i punti deboli che danneggiano l’equilibrio della simmetria (come pettorali carenti, clavicole strette e fianchi larghi) sono più evidenti.

La fase dedicata alla muscolosità (per le categorie muscolari) comprende una serie di pose obbligatorie, giudicate in base al condizionamento e alla massa magra. Qui, lo standard è lo sviluppo completo di ogni gruppo muscolare, combinato con un fisico possente e definito.

Nelle categorie estetiche, oltre alla simmetria e alla condizione, conta anche la presentazione durante la T-Walk e la bellezza generale dell’atleta, compreso il viso.

Il capo giuria ordinerà lo schieramento a seconda delle richieste di ciascun giudice. Egli non è il solo responsabile del punteggio, ma dice ai concorrenti come disporsi sul palco per i quarti di giro e le pose obbligatorie/T-Walk. Noi in Italia come NBFI facciamo eseguire la routine individuale a tutti gli atleti, cosa non scontata, soprattutto in gare estere, dove molto spesso la fanno eseguire solo ai top 5.

Se la giuria è soddisfatta dello schieramento sul palco degli atleti, questo resta invariato. Per garantire una buona organizzazione dell’evento, il capo giuria richiede le pose che possono permettere alla giuria di dare un giudizio globale dei vari atleti. Se necessario, può aggiungere altre pose.

Le pose non sono richieste semplicemente per il gusto di vedere gli atleti sudare sul palco: i giudici cercano di valutare i concorrenti nel modo più efficiente; quindi, è possibile che in alcune gare o categorie siano richieste le pose anche più volte, mentre in altre ci possono essere più possibilità di confronto. Dipende tutto da quello che i giudici hanno bisogno di vedere, non da una semplice idea del capo giuria.

Inoltre, i cambi di posizione sono utilizzati solo per fare dei confronti. Se i giudici hanno bisogno di vedere due o tre concorrenti insieme, possono richiederlo al capo giuria, ma, in sé, il fatto che un atleta sia cambiato di posizione sul palco non significa che stia salendo o scendendo in classifica. Allo stesso modo, la permanenza nella stessa posizione sul palco non è necessariamente indice della posizione in classifica.

Il punteggio finale è la somma dei voti di tutti i giudici, il voto più alto ed il voto più basso vengono tolti. Il voto 1 sta per Primo, il voto 2 sta per Secondo e così via. In NBFI non facciamo una classifica parziale come può essere ad esempio una top 5, ma diamo il voto dal primo fino all’ultimo atleta.

Ho visto molti atleti avere un aspetto magnifico dietro le quinte, in foto, nei video e, poi, sul palco appaiono totalmente diversi. L’applicazione adeguata dei prodotti abbronzanti come, ad esempio, il tan, è essenziale per avere l’aspetto migliore: non siete giudicati in base a come siete nei social o dietro le quinte, ma da ciò che mostrate in quel momento sul palco. Molto spesso conta anche quanto siete bravi ad “illudere” chi vi sta valutando. Dovete trasmettere il meglio di voi sotto ogni aspetto, il carisma è fondamentale!

Ciascun atleta dovrebbe eseguire ogni posa come gli è richiesto per dare alla giuria il tempo sufficiente per confrontare tutti gli atleti. Più tempo si impiega ad eseguire una posa, minore è il tempo che si ha per essere giudicati. Se il capo giuria deve correggere l’esecuzione di un atleta, il tempo per il giudizio si riduce e questo può far scendere l’atleta nella classifica. In breve: imparate le pose necessarie ed eseguitele come vi sono richieste. Ricordate: il giudizio non è per voi o per i vostri ammiratori, ma serve ai giudici per prendere una decisione.

Come NBFI abbiamo messo a disposizione di atleti e coach il Regolamento Atleti che spiega al meglio come sono i parametri ed i criteri di giudizio, foto e video sul nostro sito, pagine social e canale YouTube per far capire cosa deve fare ogni atleta in ogni categoria.

Come già scritto precedentemente, ogni gara è a sé. Soprattutto quest’anno con le nuove categorie aggiunte nel 2023 (First Time e Novice), si sono viste differenze notevoli sui palchi NBFI rispetto agli anni passati, è normale, perché i parametri di valutazione non sono come nelle categorie classiche (es. Open e di età), il livello cambia.

La cosa cambia ancora quando un atleta diventa professionista e gareggia per la prima volta insieme ad altri atleti professionisti. Il livello sale notevolmente, quindi ogni dettaglio fa la differenza, qui dovete essere veramente impeccabili sotto ogni aspetto.

Dopo ogni gara, gli atleti dovrebbero esaminare le foto della categoria nella quale hanno partecipato o, ancora meglio, guardare il video della gara. È nell’interesse dell’atleta e del coach vedere perché ha ottenuto un certo piazzamento.
Il punto di vista che si ha dal tavolo della giuria è molto diverso da quello che si ha sul palco (oppure sedendo in mezzo al pubblico o addirittura vedendo il video della diretta da casa). I giudici osservano la gara nella sua globalità e possono confrontare tutti gli atleti. Per quanto un atleta pensi di avere un fisico splendido, gli atleti sono valutati a confronto con i loro pari; questa è la base del sistema di votazione.

Un’altra cosa che voglio spiegare, soprattutto a chi si affaccia per la prima volta al mondo delle gare, è quella del percorso agonistico. I Grand Prix di qualifica sono il primo step, il Campionato Nazionale è l’apice a livello italiano ed è l’obiettivo finale.

Un’altra domanda che mi è stata fatta è: “Perché prima di accettare un atleta ad una gara non gli fate prima una prevalutazione”? Io ho risposto che non possiamo certo essere noi come NBFI a dire ad un atleta se partecipare o no, addirittura prima, non sarebbe giusto e poi non possiamo sapere come è fisicamente.

Ogni atleta si allena duramente e io non mancherei mai di rispetto a uno di loro mettendolo in dubbio. La dura verità, però, è che in ogni categoria, c’è solo un vincitore ed è questo che rende il nostro sport bellissimo ed allo stesso tempo straziante.

In quei 10/20 minuti in cui sarete sul palco sono racchiuse tutte le vostre fatiche di mesi ed anni di lavoro…date il massimo e ricordate che già essere sul palco è una grande vittoria! Per questo fate posing ogni giorno e focalizzatevi sull’obiettivo finale con la massima sicurezza mentale.

Se poi avrete l’opportunità di giudicare una gara o di andare a vederne una (magari NBFI 😉), fatelo. La vostra prospettiva cambierà sicuramente.

I Grand Prix di qualifica sono una prevalutazione in vista del Campionato Nazionale; quindi, in queste gare valutiamo tutti gli atleti presenti. Capita molto spesso di vedere errori di posing e di costume, oltre all’emozione dello stare sul palco. È normale, sono le prime esperienze, anche se nel regolamento NBFI è specificato tutto, possono capitare queste “lacune” e non diamo penalità in queste gare.

Nei Grand Prix, un consiglio che posso darvi soprattutto se siete alla prima esperienza in assoluto, è quello di fare cross in più categorie per “testare” qual è la vostra categoria, soprattutto se non avete ancora le idee ben chiare, all’inizio può esservi utile e in vista del Campionato Nazionale poi sceglierete quella più adatta sulla quale lavorare. Sicuramente un bravo coach e posing coach saprà aiutarvi al meglio a scegliere e oltre a questo, noi come NBFI siamo sempre disponibili a rispondere alle vostre domande.

Tornando alla valutazione invece, tutto cambia al Campionato Nazionale, lì non devono esserci errori, quindi se vediamo errori nel posing, nella T-Walk, nel costume indossato non affine a ciò che è indicato nel regolamento, la giuria darà delle penalità nel punteggio.

L’esempio che ogni atleta deve avere in testa è quello del vincitore assoluto di categoria del Campionato Nazionale NBFI. Chiaramente ad un Grand Prix difficilmente ci sarà un livello alto come in un Campionato Nazionale (anche se può capitare…), ma va sempre visto in che gara si partecipa ed avere in mente il riferimento indicato. Come già scritto precedentemente, sul sito NBFI e sul nostro canale YouTube ci sono foto e video per farvi vedere e capire tutto al meglio.

Quando si tratta di gare all’estero e soprattutto se si vuole gareggiare come Pro, ovviamente l’esempio visivo da avere in testa è quello dei campioni diventati Pro relativi alla gara in cui si vuole partecipare (es. Campionato Europeo, Campionato Mondiale, Natural Universe, Natural Olympia).

Per quanto potrebbe sembrare facile fare il giudice, non lo è affatto, quando hai la visione generale e già ti stai facendo la prima classifica in testa, poi i pensieri che dicono sempre la stessa cosa: “Ecco la mia classifica, mi dispiace che non possano vincere tutti”. Anche se è solo sport, lo sento molto di più, felicità e dispiacere in ogni categoria…

E non è facile neanche dal punto di vista della “resistenza” alla fatica e al cercare di mantenere la lucidità necessaria per il miglior giudizio, quando la gara dura molte ore ininterrotte, questo risulta il principale scoglio difficilmente superabile da parte dei nuovi giudici che periodicamente provano questa esperienza.

Concludo ringraziando in primis il Presidente NBFI Sandro Ciccarelli e il Segretario NBFI Isabella Desci, perché senza di loro non esisterebbe la NBFI e non avrei mai avuto la cultura e la passione per questo sport.

Ringrazio poi i miei colleghi ed amici giudici, compagni di tantissime gare: Andrea Bonciani (Direttore Tecnico), Davide Donati (Pro PNBA e Capitano della Nazionale NBFI), Augusto Priami (Capo Giuria NBFI). Anche loro hanno avuto un ruolo molto importante nel mio percorso formativo come giudice e Vice Presidente NBFI, le qualità positive di ognuno sono state fondamentali per me.

Ringrazio anche Luigi Del Piano e Rosanna Cicalese per essere sempre disponibili e di supporto alle gare NBFI, anche il loro contributo (vicino e lontano) è ed è stato sempre molto importante.

Infine, ringrazio tutto lo staff NBFI e le persone che sono venute a contatto con il nostro “mondo” e ci hanno aiutato in questi 15 anni a promuovere il natural bodybuilding marcato NBFI!

Vi lascio una serie di link utili per iniziare il vostro percorso agonistico e spero che questo articolo vi abbia aiutato a capire meglio ciò che facciamo in NBFI.

Vi aspettiamo sul nostro palco!

Leggete come funziona il percorso agonistico NBFI: https://www.nbfi.it/percorso-agonistico-nbfi/

Qua vedete il nostro calendario gare: https://www.nbfi.it/gare/

Leggete il regolamento completo: https://www.nbfi.it/regolamenti/

Se vi interessa vedere i risultati delle competizioni passate, cliccate qui: https://www.nbfi.it/risultati-gare/

Leggete qua le nostre politiche e procedure antidoping: https://www.nbfi.it/antidoping/

Guardate il video completo del 14° Campionato Nazionale qui: https://www.youtube.com/playlist?list=PLrqOdJabZbVw7ETJ7cweHiJ5asLiGQvZf

COSA DICONO DI NBFI? LEGGETE LE RECENSIONI: https://www.nbfi.it/dicono-di-nbfi/

Un grandissimo saluto a tutti!

Sauro Ciccarelli

  • Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy
  • Giudice Nazionale e Internazionale NBFI – INBA / PNBA
  • Istruttore di Pesistica e Cultura Fisica/Personal Trainer Senior 2° Livello FIPE / CONI
  • Maestro 3° Livello di Bodybuilding ASI / CONI con specializzazione in Supplementazione Sportiva
  • Master Trainer 3° Livello di Pesistica e Cultura Fisica CSEN / CONI
  • Chinesiologo Tecnico Sportivo U.N.C.
  • Kettlebell Trainer FIKDA / ASI / CONI

Per info: nbfi.it@gmail.com

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Women’s Physique – La categoria femminile muscolare “Soft Bodybuilding”

Women’s Physique – La categoria femminile muscolare “Soft Bodybuilding”

Di Sauro Ciccarelli – Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy

La categoria Women’s Physique, è la categoria femminile muscolare “soft bodybuilding”.

Questa categoria è leggermente diversa dalla categoria Bodybuilding.

Alle atlete viene richiesto di avere una bassa percentuale di grasso corporeo; separazione, tonicità, simmetria e definizione dei gruppi muscolari, armonia, e notevole massa muscolare ma che risulti elegante.

L’impressione globale e la presentazione delle atlete deve esprimere energia, eleganza, forza.

Sono inoltre valutati il colore e la lucentezza della pelle.

Il costume non deve essere sullo stile del perizoma ma deve coprire almeno 1/3 del gluteo e interamente la parte frontale.

Non sono da dimenticare inoltre i capelli, il trucco e le espressioni facciali.

La gara comprende due round in una presentazione con confronto di gruppo.

I criteri di giudizio sono basati su simmetria, muscolosità, definizione, (condizionamento) e presenza sul palco.

Le Women’s Physique hanno meno massa muscolare delle Women’s Bodybuilding.

Di seguito una panoramica generale della categoria.

Nadia Panizza – Foto di Davide Giannico

CATEGORIE (Aggiornato ad Agosto 2022):

  • Open (suddivise per altezza in base al numero delle partecipanti)
  • Master Over 40 (da 40 anni in su)
  • International (per chi non ha la cittadinanza italiana)

CRITERI DI VALUTAZIONE E DESCRIZIONE DEI ROUND DELLA COMPETIZIONE

La gara comprende due round in una presentazione con confronto di gruppo.

I criteri di giudizio sono basati su simmetria, muscolosità, definizione, (condizionamento) e presenza sul palco. Le Women’s Physique hanno meno massa muscolare delle Women’s Bodybuilding.

ROUND 1 – SIMMETRIA DI PROPORZIONI

Definizione: corrispondenza in dimensioni, forma e relativa posizione delle parti nei due lati opposti rispetto a una linea divisoria o asse centrale.

Le atlete eseguiranno quarti di giro a destra su richiesta mentre si trovano nella loro “Physique Stage Stance” (posizione sul palco delle Physique).

La simmetria è definita come l’equilibrio di proporzioni tra parti opposte del corpo, come spalle rispetto a braccia e polpacci, petto rispetto a quadricipiti, parte superiore del tronco rispetto a punto vita e fianchi.

ROUND 2 – MUSCOLOSITÀ, DEFINIZIONE E SEPARAZIONE

Le atlete eseguiranno una serie di pose obbligatorie su richiesta del Capo-giuria. Non sono permesse: Front Lat Spread (Dorsali Frontali) e Crab Most Muscular (Il più muscoloso con braccia a granchio).

Verranno giudicate in relazione alla muscolosità generale e alle dimensioni, alla forma e alla pienezza dei muscoli, e alla densità muscolare.

La definizione viene giudicata in base al particolare livello di dettaglio muscolare che separa i diversi gruppi muscolari del loro fisico, mantenendo al tempo stesso la massa e la pienezza dei muscoli.

Nadia Panizza – Foto di Davide Giannico

SVOLGIMENTO GARA DIRETTA (senza pre-gara):

  1. Le atlete sono valutate per quarti di giro a destra
  2. Le atlete sono valutate attraverso 6 POSE OBBLIGATORIE
  3. Confronti con tutte le atlete
  4. Routine di posing (max 60 secondi) di tutte le partecipanti
  5. Posedown
  6. Premiazione

POSE OBBLIGATORIE ESEGUITE CON MANI APERTE

  1. Front Double Biceps (Doppi Bicipiti Frontali)
  2. Side Chest (Espansione Toracica, lato a scelta)
  3. Side Triceps (Tricipiti Laterali, lato a scelta)
  4. Rear Double Biceps/Right Calf Flexed (Doppio Bicipite di Schiena/ Polpaccio Destro Flesso)
  5. Abdominals and Quadriceps (Addominali e Quadricipiti)
  6. Your Most Symmetrical (La vostra posa più simmetrica) o la vostra posa preferita

NON SONO PERMESSE: Front Lat Spread (Dorsali Frontali) e Crab Most Muscular (Il più muscoloso con braccia a granchio)

ATTENZIONE: Le pose sono da Women’s Physique e i pugni non devono essere chiusi.

POSING INDIVIDUALE

La routine di posing può durare fino a 60 secondi.

I tacchi alti sono obbligatori durante i confronti e le pose obbligatorie, ma facoltativi nella routine di posing.

Il tempo viene considerato dall’inizio della musica, non dalla prima posa. La musica, come le pose, vengono interrotte dopo i 60 secondi, quindi è necessario preparare la routine in modo che nessuna posa venga eseguita dopo 60 secondi.

Nella routine di posing devono essere mostrate il condizionamento e la presentazione generale attraverso transizioni femminili di pose con un posing aggraziato a mani aperte.

PREMIAZIONE:

L’annuncio dei risultati avviene come segue:

  1. Le atlete partecipanti vengono chiamate sul palco
  2. Le atlete vengono premiate dall’ultimo al primo posto.
  3. Le prime tre classificate ricevono rispettivamente medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Le restanti ricevono medaglie di partecipazione.

ABBIGLIAMENTO:

L’abbigliamento è determinato dai seguenti criteri:

  1. Un bikini a due pezzi
  2. Colore, materiale e struttura sono a discrezione dell’atleta.
  3. Non sono ammessi bikini composti da perizoma, è necessario che esso copra  circa un terzo del gluteo e l’intera area anteriore, frontale.
  4. Le atlete devono indossare tacchi alti, modello a sandalo. Lo spessore della suola non deve superare i 25 mm. L’altezza del tacco non deve superare i 130 mm.
  5. I capelli possono essere acconciati a piacere.
  6. La pelle deve risultare naturale, dalla sana abbronzatura.
  7. I gioielli sono ammessi purché siano di buon gusto.
  8. Il capo giuria ha il diritto di stabilire se l’abbigliamento dell’atleta sia accettabile  in termini di standard, gusto e decenza.

COLORE DELLA PELLE:

È consigliato l’uso di coloranti o mallo (se il mallo è vietato, sarà comunicato nel modulo di iscrizione gara).

Qui sotto ti riporto un po’ di link in modo che tu possa capire al meglio i parametri di giudizio.

Vedi le foto di esempio qui: https://www.nbfi.it/womens-physique-4/

Guarda i video qui:

Nadia Panizza: https://www.youtube.com/watch?v=H79FSCZDC4U

Loredana Massimiani: https://www.youtube.com/watch?v=YtMSYvuFMAo&t=16s

Leggi il regolamento della categoria qui: https://www.nbfi.it/wp-content/uploads/2022/11/REG.WOMENS-PHYSIQUE-2023.pdf

Concludo ricordando che la NBFI affiliata alla INBA PNBA, fornisce competizioni sicure e giuste per aspiranti natural bodybuilder.

Il natural bodybuilding mostra i confini che il corpo umano può raggiungere mentalmente e fisicamente.

Come disse una volta il famoso filosofo greco Socrate: “Nessun uomo ha il diritto di essere un dilettante in materia di allenamento fisico. È un peccato per un uomo invecchiare senza vedere la bellezza e la forza di cui è capace il suo corpo”.

Sin dalla notte dei tempi, abbiamo assistito alla potenza e alla bellezza di cui il nostro corpo è capace in modo naturale.

Leggi qui le nostre politiche e procedure antidoping: https://www.nbfi.it/antidoping/

Ti aspettiamo sul nostro palco! Qua vedi il nostro calendario gare: https://www.nbfi.it/gare/

Se vi interessa vedere i risultati delle competizioni passate, cliccate qui: https://www.nbfi.it/risultati-gare/

Un grandissimo saluto a tutti!

Sauro Ciccarelli

Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy

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Women’s Bikini Divas – La categoria femminile più ambita

Women’s Bikini Divas – La categoria femminile più ambita

Di Sauro Ciccarelli – Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy

La categoria Women’s Bikini Divas, è da sempre la categoria femminile più ambita e popolare.

Le atlete che scelgono di iniziare il percorso con NBFI, possono sognare in grande, dato che grazie alla nostra affiliazione internazionale con la INBA PNBA, hanno possibilità infinite di gareggiare in tantissime gare di Natural Bodybuilding in giro per il mondo!

Come fare? Semplice! La partenza sono sempre i Grand Prix di qualifica al Campionato Nazionale NBFI, poi dal Campionato Nazionale, chi si classifica tra le prime 3 di categoria, si qualificherà come atleta amatore in gare internazionali.

La vincitrice assoluta della categoria riceverà come premio la PNBA Pro Card, e potrà gareggiare come atleta pro in gare internazionali!

Di seguito una panoramica generale della categoria.

Claudia Marcone – Foto di Davide Giannico

CATEGORIE (Aggiornato ad Agosto 2022):

  • Juniores < 24 anni (fino a 23 anni compiuti)
  • Open (suddivise per altezza in base al numero delle partecipanti)
  • Junior Master Over 35 (da 35 a 39 anni)
  • Master Over 40 (da 40 a 49 anni)
  • Grand Master Over 50 (da 50 anni in poi)
  • International (per chi non ha la cittadinanza italiana)

CRITERI DI VALUTAZIONE E DESCRIZIONE DEI ROUND DELLA COMPETIZIONE

Le atlete della categoria Bikini Divas vengono valutate secondo i seguenti criteri: Aspetto atletico complessivo, impressioni generali, acconciatura, bellezza del viso, globale sviluppo della forma del corpo, con la presentazione di un adeguata simmetria ed equilibrio fisico, condizione della pelle e il suo tono, abilità di presentarsi in modo sicuro, con controllo di sé, portamento ed eleganza.

La linea è valutata basandosi sul livello di un tono muscolare complessivo raggiunto attraverso l’allenamento e una adeguata alimentazione.

I gruppi muscolari devono avere tonicità e un bell’aspetto con una bassa percentuale di grasso corporeo. La linea troppo muscolosa o troppo definita viene penalizzata nel punteggio.

Compattezza e tonalità della pelle. Quest’ultima deve essere liscia e dall’aspetto sano, priva di cellulite.

Il viso, l’acconciatura e il make-up devono completare l’impressione generale proposta dall’atleta. La presentazione di un’atleta avviene del momento in cui sale sul palco fino al momento in cui lo lascia.

Le atlete che competono nella categoria bikini devono dare l’idea di una donna sana, atletica e attraente.

I criteri di giudizio sono basati su presentazione, originalità e sex appeal. Le atlete sono proporzionate, toniche e mostrano un leggero grado di definizione (addominali atletici visibili, stacco femorale-gluteo leggermente visibile).

ROUND 1 – CONSISTE NELLA T-WALK OPPURE NELLA I-WALK.

SIMMETRIA DI PROPORZIONI

Definizione: corrispondenza in dimensioni, forma e relativa posizione delle parti nei due lati opposti rispetto a una linea divisoria o asse centrale. Le atlete eseguiranno dei quarti di giro a destra su comando del capo giuria e inoltre dovranno eseguire una posa obbligatoria durante i confronti e durante la T-Walk o I-Walk.

Angelica Giglio – Foto di Davide Giannico

SVOLGIMENTO GARA DIRETTA (senza pre-gara):

1. Le atlete sono valutate per quarti di giro a destra

2. Confronti con tutte le atlete

3. Le atlete sono valutate attraverso 1 posa obbligatoria

4. T-Walk (max 60 secondi) di tutte le partecipanti

5. Posedown

6. Premiazione

Chiara Iseppi – Foto di Davide Giannico

POSA OBBLIGATORIA

Bikini Divas Cross Back Pose with Crossed Legs (Posa di back con gambe incrociate senza capelli sulla schiena e braccia con gomiti alti verso l’esterno con mani che sfiorano la nuca).

Il capo giuria la chiamerà alla fine dei quarti di giro a destra e finché non viene chiamata, non va eseguita nei confronti.

Vedi immagini:

Angelica Giglio – Foto di Davide Giannico
Claudia Marcone – Foto di Davide Giannico

POSING INDIVIDUALE

T-Walk: Il tempo per eseguirla è di 60 secondi, se si supera il tempo indicato, il capo giuria ringrazierà l’atleta e dovrà uscire dal palco, lasciando spazio all’atleta successiva. Partire dal segno al centro sul fondo del palco; camminare fino al segno al centro nella parte anteriore del palco; camminare fino al segno a sinistra del palco; camminare fino al segno a destra del palco; tornare al segno al centro del palco e mostrare la posa di schiena Bikini Divas Cross Back Pose with Crossed Legs (Posa di back con gambe incrociate) senza capelli sulla schiena e braccia con gomiti alti verso l’esterno con mani che sfiorano la nuca. La posa di back classica non va eseguita durante la T-Walk.

I-Walk (solo se viene chiamata dal capo giuria): Il tempo per eseguirla è di 60 secondi, se si supera il tempo indicato, il capo giuria ringrazierà l’atleta e dovrà uscire dal palco, lasciando spazio all’atleta successiva. Partire dal segno al centro sul fondo del palco; camminare fino al segno al centro nella parte anteriore del palco; mostrare la posa frontale e di schiena Bikini Divas Cross Back Pose with Crossed Legs (Posa di back con gambe incrociate) senza capelli sulla schiena e braccia con gomiti alti verso l’esterno con mani che sfiorano la nuca. La posa di back classica non va eseguita durante la T-Walk.

*Nel corso della T-walk nessuna posa deve essere ripetuta più volte. ***La Bikini Divas Cross Back Pose with Crossed Legs (Posa di back con gambe incrociate) senza capelli sulla schiena e braccia con gomiti alti verso l’esterno con mani che sfiorano la nuca, è l’ultima posa eseguita durante la T-Walk o I-Walk (la posa di back classica non va eseguita durante la T-Walk o I-Walk). Non seguire i segni sul palco e i passaggi elencati sopra potrebbe portare a una riduzione del punteggio (I segni sul palco rappresentano le condizioni di illuminazione migliori per i giudici e i fotografi).

I disegni spiegano come eseguire la T-Walk:

VISTA DALL’ATLETA SUL PALCO
VISTA DALLA GIURIA E DAL PUBBLICO
  1. Inizierai dal retro del palco e camminerai verso il centro di esso rivolgendoti   alla giuria ed eseguendo la posa di “saluto”
  2. Raggiungerai quindi la tua posa frontale mentre sei al centro del palco (segnato a terra)
  3. Cammina dal centro del palco verso sinistra e poi eseguirai la tua posa sul lato  sinistro (segnata a terra), rivolto verso la giuria
  4. Attraversa il palco fino all’estrema destra del palco dove eseguirai la posa sul lato destro (segnata a terra), rivolto verso la giuria
  5. Torna indietro verso il centro del palco dove eseguirai la tua posa finale di schiena
  6. Una volta finito, il capo giuria ti ringrazierà e tornerai nel retro palco eseguendo la posa di “saluto finale”

RICORDA SEMPRE: SORRIDI E DIVERTITI!

Anna Ragosta – Foto di Davide Giannico

PREMIAZIONE:

L’annuncio dei risultati avviene come segue:

  1. Le atlete partecipanti vengono chiamate sul palco
  2. Le atlete vengono premiate dall’ultimo al primo posto.
  3. Le prime tre classificate ricevono rispettivamente medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Le restanti ricevono medaglie di partecipazione.

ABBIGLIAMENTO:

L’abbigliamento è determinato dai seguenti criteri:

  1. Un bikini a due pezzi
  2. Colore, materiale e struttura sono a discrezione dell’atleta.
  3. Non sono ammessi bikini composti da perizoma, è necessario che esso copra  circa un terzo del gluteo e l’intera area anteriore, frontale.
  4. Le atlete devono indossare tacchi alti, modello a sandalo. Lo spessore della suola non deve superare i 25 mm. L’altezza del tacco non deve superare i 130 mm.
  5. I capelli possono essere acconciati a piacere.
  6. La pelle deve risultare naturale, dalla sana abbronzatura.
  7. I gioielli sono ammessi purché siano di buon gusto.
  8. Il capo giuria ha il diritto di stabilire se l’abbigliamento dell’atleta sia accettabile  in termini di standard, gusto e decenza.

COLORE DELLA PELLE:

È consigliato l’uso di coloranti o mallo (se il mallo è vietato, sarà comunicato nel modulo di iscrizione gara).

Qui sotto ti riporto un po’ di link in modo che tu possa capire al meglio i parametri di giudizio.

Vedi le foto di esempio qui: https://www.nbfi.it/womens-bikini-divas-2/

Guarda i video qui:

Claudia Marcone: https://www.youtube.com/watch?v=PBZp7zDKpes

Angelica Giglio: https://www.youtube.com/watch?v=64wX-prJzA4

Chiara Iseppi: https://www.youtube.com/watch?v=_rtClRhzOlo&t=22s

Anna Ragosta: https://www.youtube.com/watch?v=Bjb1hbnKNRs&t=4s

Leggi il regolamento della categoria qui: https://www.nbfi.it/wp-content/uploads/2022/11/REG.WOMENS-BIKINI-DIVAS-2023.pdf

Concludo ricordando che la NBFI affiliata alla INBA PNBA, fornisce competizioni sicure e giuste per aspiranti natural bodybuilder.

Il natural bodybuilding mostra i confini che il corpo umano può raggiungere mentalmente e fisicamente.

Come disse una volta il famoso filosofo greco Socrate: “Nessun uomo ha il diritto di essere un dilettante in materia di allenamento fisico. È un peccato per un uomo invecchiare senza vedere la bellezza e la forza di cui è capace il suo corpo”.

Sin dalla notte dei tempi, abbiamo assistito alla potenza e alla bellezza di cui il nostro corpo è capace in modo naturale.

Leggi qui le nostre politiche e procedure antidoping: https://www.nbfi.it/antidoping/

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Un grandissimo saluto a tutti!

Sauro Ciccarelli

Vice Presidente NBFI / INBA Global Italy

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Bodybuilding & Fitness – Il limite invalicabile

Tempo fa mi fu posta questa domanda, da un lettore, a proposito dei professionisti di bodybuildig e fitness che gareggiano al Mr.Olympia:
Che ne pensate di quei “palloni gonfiati”?
Se i modelli, cioè la massima aspirazione del culturismo è quella… noi natural possiamo anche smettere…!!!

Stiamo arrivando all’inverosimile… ma sicuramente prima o poi l’ambiente imploderà, tornando alla vera cultura fisica, stile Grecia… un ritorno all’origine!!!

È da lì che noi dobbiamo ripartire… per costruire le basi per uno sport completamente differente a quello che hanno parafrasato i vari Cutler e Coleman… Io ci spero!

CONSIDERAZIONE PERSONALE di Sandro Ciccarelli:
Tutti noi o quasi tutti quelli della mia età – io ho 58 anni – abbiamo iniziato a fare bodybuilding attratti dal fisico di Steve Reeves e da Frank Zane.

Poi ci siamo appassionati alle competizioni, negli anni ottanta, seguendo il Mr. Olympia di allora, con Arnold Shwarzenegger, Frank Zane, Mike Mentzer, in testa e di conseguenza tutto quello che scrivevano o dicevano era oro colato … siamo stati tutti discepoli del Metodo Weider, siamo venuti tutti dai metodi di allenamento divulgati dai campioni tramite Sportman, Muscle & Fitness e Flex.
Poi è accaduto qualcosa. Ci siamo accorti che nonostante gli allenamenti alla morte, l’alimentazione off season e in season, gli integratori alimentari “hi-tech” (quelli che si trovavano negli anni ottanta, caseine, acerola, lievito di birra, fegato essiccato e olio di germe di grano) non crescevamo, i muscoli non progredivano, anzi in certi momenti sembravano regredire, la notte non dormivamo perché il superallenamento era alle stelle!

Invece, sulle riviste e sui libri Weider tutto era diverso, tutti progredivano con il metodo dei campioni. La differenza tra uno di noi e il Mr. Olympia era solamente la genetica – questo era quello che si evinceva dagli scritti – il doping era sotto controllo – tutti i Mr. Olympia erano doping free!!!

 

Così, ci hanno fatto credere per anni che l’unico problema, per il non raggiungimento dei risultati, eravamo noi.
Mi sono sempre rifiutato di pensare questa cosa, non mi convinceva… Personalmente, verso la metà degli anni ottanta, ho iniziato a sperimentare con allenamenti più adeguati alle mie capacità.

Dopo essermi allenato per anni 2 giorni sì e 1 no, 3 giorni sì e 1 no, doppia split routine mattina prima di andare a lavorare e sera dopo il lavoro, provai a ricominciare tutto da capo. Sentendo la necessità di resettare tutto iniziai nuovamente con 3 allenamenti la settimana, ma in base alle esperienze maturate nei 10 anni precedenti di allenamento e studi, suddivisi la routine in maniera più consona alle mie capacità, con quantità di serie per gruppo muscolare limitate e focalizzando principalmente su esercizi di base e con un numero di ripetizioni tra le 8 e le 4. Due giorni la settimana – lunedì e mercoledì – eseguivo una split con 2 esercizi di base per gruppo muscolare ed il venerdì una tabella per la forza con 1 solo esercizio di base per i gruppi muscolari principali e con sole 5 serie da 8,6,4,3,2 ripetizioni.

Ed ecco finalmente il “miracolo” tutto iniziò a rispondere per il verso giusto, i muscoli recuperavano, la forza aumentava, il volume muscolare aumentava e la forma generale fisica raggiunse la forma migliore della mia vita!

bodybuilding e fitness natural

Solo il buon allenamento e uno stile di vita naturale aiuta a rimanere sani ed in forma per un lungo periodo della vostra vita.

Tutto questo mi dette la forza e la volontà di divulgare qualcosa di nuovo e funzionale, provai e riprovai la routine su di me e sui più motivati della mia palestra e tutti, dico tutti, ottennero guadagni evidenti di massa muscolare magra e forza. Ovviamente la dieta collegata era quella più adatta ad un bodybuilder. Ma come avevo tratto la conclusione di allenarmi in quel modo? Sono sempre stato molto attento a tutte le riviste di oltreoceano, abbonato a tutte quelle possibili e impossibili, acquistavo tutti i libri che venivano pubblicati, sempre negli U.S.A. (a quei tempi in Italia non esisteva molto…), e leggevo tutto quello che c’era da leggere.

Su Iron Man trovai gli articoli più vicini e più logici alle necessità di un bodybuilder natural, in particolare gli scritti di un autore – che non si firmava con il suo vero nome ma con un nickname – che pubblicava un foglietto di nome Hardgainer, era Stuart McRobert, e su un libriccino che si chiamava The HardGainers Bible di Bradley J. Steiner, trovai molti spunti che sono stati i punti fondamentali del programma di allenamento.

bodybuilding e fitness natural

Eugene Sandow si può definire il primo bodybuilder di fine ‘800

Visto poi che in Italia nessuno parlava del problema e nessuna rivista affrontava l’argomento scrissi qualche articolo per la mitica Cultura Fisica, dove dicevo esattamente quello che ho scritto sopra; la risposta fu grande, mi arrivarono a casa centinaia di lettere a favore dove i lettori mi chiedevano di approfondire di più l’argomento. Dalla fine degli anni ottanta in poi iniziai la collaborazione con HardGainer per divulgare anche in Italia la filosofia e gli allenamenti del VERO NATURAL e con la nascita del primo numero della rivista iniziò quindi l’era di Olympian’s News.

Successivamente Olympian’s News ha abbracciato le idee di molti altri autori, anch’essi validi e fondamentali collaboratori che hanno permesso a Olympian’s News di crescere e di divulgare sempre di più il Natural Bodybuilding & Fitness.

bodybuilding e fitness natural

Se proprio volete gareggiare scegliete Federazioni Natural che cercano di salvaguardare la salute dell’atleta con severi controlli antidoping.

Bene, direte, e tutto questo racconto che cosa c’entra con il Mr.Olympia?
Ho voluto fare una premessa per far capire anche ai nuovi nel mondo del BodyBuilding e del Fitness da dove era venuta l’idea della rivista Olympian’s News e perché non trattava l’argomento gare. Non potevo trattare un argomento come le gare facendo credere ai lettori che per raggiungere quei livelli bastava allenarsi e alimentarsi come i campioni! Questo è l’errore principale che è stato fatto per anni e anni e che ha tratto in inganno migliaia di noi!

Non si possono creare delle aspettative irreali, si deve essere estremamente chiari e non si deve essere ipocriti: l’agonismo a tutti i livelli porta inevitabilmente a sfidare gli altri e per essere il migliore l’atleta cercherà sempre di dare e di fare il massimo senza lasciare niente di intentato. Perciò è importantissimo – a parer mio – non spingere nelle regole dell’agonismo persone che si allenano solo per ottenere il miglior fisico e la miglior salute della loro vita.

Quindi per non forzare la mano si dovrebbe sempre – dove si parla e si divulga l’agonismo – commentare il tutto in maniera chiara e corretta, spiegando al pubblico anche ciò che esiste dietro all’allenamento estremamente duro (che sarebbe impossibile da sostenere senza un adeguato supporto farmaceutico), all’alimentazione/integrazione (che viene esasperata proprio per agire da catalizzatore assieme agli steroidi e agli altri ormoni anabolici) e al poco riposo (che viene sostenuto solo ed esclusivamente con uso di farmaci dopanti, altrimenti l’atleta si auto distruggerebbe).

Modelli realistici, ecco cosa dobbiamo divulgare, e oggi si può! Conosciamo molto di più sull’allenamento, sull’alimentazione e sugli integratori alimentari. In quasi 40 anni in questo settore ho visto migliaia di ragazzi che si sono costruiti un fisico di tutto rispetto.

Questi ragazzi molte volte mi hanno chiesto di gareggiare, e io ho spiegato loro che la prima regola è non illudersi e che se gareggeranno ad un certo punto dovranno capire che non c’è strada, qualcuno sarà sempre superiore a te ed a quel punto dovrai stare in guardia, perché la psiche gioca brutti scherzi.

Devi ragionare e pensare: “sono giunto fino a qui con le mie capacità, ho un bel fisico e mi sento bene, non ho problemi, … per continuare e primeggiare da ora in poi come dovrò comportarmi? Basteranno gli allenamenti e la corretta alimentazione abbinata ad un adeguato riposo fisico e psichico?

Gareggiare è veramente quello che voglio?

Cosa mi può dare una coppa e una medaglia?

Se vado avanti, oltre le gare natural e entro nel gioco del doping cosa potrà succedermi?

E negli anni a venire sarò in grado di continuare ad amare e praticare questo sport oppure dovrò maledirlo per tutto il resto della mia vita?

A quali problemi fisici e psichici andrò incontro con l’andare degli anni?

Potrò avere una vita normale con una famiglia e dei figli?”

…Ragazzi, questi sono alcuni dei quesiti che mi sono posto io, e che vi dovrete porre, prima o poi, se vorrete gareggiare oltre il natural.
Altro che allenamenti dei campioni, gare, vittorie e… soldi a palate!
A proposito di soldi vinti all’Olympia, ma vi rendete conto che quei soldi non gli bastano neanche per un ciclo di farmaci e che a quei livelli spendono circa 40.000 US$ l’anno per la preparazione chimica?
E poi quello che vinceranno a cosa gli può servire se si ammalano e perdono la salute?

È vero, ci sono le gare NATURAL e le varie federazioni Natural, e con molta probabilità per chi vuole competere oggi, quella è la strada giusta. Importrante è che scegliate federazioni severe che non tollerano assolutamente il doping, meglio quelle natural for life e che fanno a tutti gli atleti il test anti-doping e nelle quali anche solo dopo una squalifica viene attuata la radiazione a vita.
Comunque, andando oltre la minoranza che vuole gareggiare a tutti i costi, deve essere divulgata la ragione dell’allenamento con i pesi: forma fisica e mentale, forza, benessere, salute… a tutte le età!

Di seguito ho inserito un bel pezzo scritto da Pete Sisco ne L’Enciclopedia del bodybuilding di Ironman, leggetelo perché ne vale la pena.

“Il bodybuilding sta uccidendo il suo mercato”.

Cosa succede quando nuove persone si interessano al bodybuilding, magari come un modo per aumentare la forza per un altro sport?

Prendono una rivista e vedono che il tipo in copertina, i tipi nelle pubblicità, i tipi nelle rubriche di chiacchiere e i tipi presenti a qualsiasi gara sono tutti enormi, definiti, con una massa mostruosa. Questo, amici miei, ai loro occhi diventa lo standard: uno standard costruito su 25-50.000$ all’anno di mercato nero di farmaci che ha molte probabilità di concludersi in un disastro clinico, a breve o a lungo termine.

È questo lo standard a cui aspirano. Se sono fortunati, non scoprono che la ragione per la quale non riescono a raggiungere le loro aspirazioni è che non usano i farmaci: fortunati perché abbandonano semplicemente lo sport e si dirigono verso altri obiettivi.

Un destino molto migliore che cercare di raggiungere l’apice del bodybuilding professionistico.

Così Momo muore, Munzer muore e tantissimi altri sono salvati per miracolo da altri concorrenti, dai medici del pronto soccorso e dalla pura fortuna.

Cosa fa il mondo del bodybuilding professionistico? Si limita ad aprire un’altra scatoletta di bodybuilder.

E poi c’è l’ironia più crudele di tutte: i bodybuilder odiano usare i farmaci, tutti. Sanno di essere sfruttati e ricattati affinché i pezzi grossi di questo sport possano fare sempre più soldi grazie ai loro fisici sempre più mostruosi. I pezzi grossi dicono, “Vinci la prossima gara e avrai un contratto annuale per essere il testimonial degli integratori XYZ nelle nostre pubblicità”.

Immaginate di essere un atleta serio di uno sport che amate, avere capacità naturali e una genetica superiore oltre a una mamma, un papà e degli amici che vi incoraggiano. Immaginate di lavorare duramente in palestra per spremere ogni goccia di potenziale dal corpo e di tenere la dieta sotto controllo come una supermodella, per poi perdere da un tizio che ha vinto perché ha usato un nuovo ormone della crescita proveniente direttamente da una casa farmaceutica svizzera. Inoltre, non c’è tribunale a cui appellarsi.

Almeno quando l’atleta americano Carl Lewis perse una gara e il suo record del mondo fu battuto dal canadese Ben Johnson, Lewis poté fare in modo che Johnson si sottoponesse al test antidoping. Il risultato fu che il record del mondo ottenuto illegalmente da Johnson fu cancellato, Johnson fu sospeso dallo sport e Lewis prevalse.

Nel bodybuilding, ripeto, la storia è diversa. Il bodybuilder professionista che perde una gara non può chiedere alla IFBB di investigare. Non può protestare dalle riviste di bodybuilding: le persone che le pubblicano lo sanno già. L’atteggiamento prevalente è ignorare le regole ufficiali: smettila di lamentarti e trova un fornitore di farmaci migliore.

Se oggi la IFBB cominciasse ad applicare le sue regole, il livello ne verrebbe così influenzato che chiunque avrebbe concrete possibilità di vincere la prossima gara professionistica. Chi vince ottiene un contratto per mentire su come l’integratore del giorno, che non ha mai assunto, lo ha trasformato in un campione. Il perdente si limita ad abbandonare lo sport.
Qualche anno dopo, e dopo migliaia di iniezioni di farmaci, anche il campione abbandona. 10 anni dopo non ricorda altro che le sue visite frequenti all’oncologo per tenere sotto controllo il tumore ai reni.

Ecco cosa ha fatto al bodybuilding l’uso dei farmaci. Evitate tutte le tentazioni di usare farmaci od ormoni. Seguite le indicazioni presenti nelle pubblicazioni che parlano di allenamento e dieta natural e godete di una vita di benefici per la salute e dell’ammirazione degli altri. Costruite un fisico natural di cui potete andare orgogliosi!”

Sandro Ciccarelli​

Presidente NBFI